Venice News, breaking stories

Addio a Franca Sozzani, storico direttore di Vogue

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La giornalista e direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani: “donna di inesauribile energia, rimane un riferimento e un modello di creatività anche nell’impegno sociale”. Considerata una delle signore della moda era molto impegnata nel sociale. Vintage Project è un esempio della possibile alleanza fra gli universi della moda e della ricerca biomedica.

Esce in libreria Raccontare Venezia 2

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Presentazione al pubblico

Raccontare Venezia 2

A cura di Marco Piamonte – Supernova Edizioni

Sabato 17 dicembre 2016, ore 16.30 – Serra dei Giardini – Venezia

Dopo Raccontare Venezia 1 ecco Raccontare Venezia 2 una collettanea di racconti scritti da giovani Autori e aventi come oggetto Venezia. I lettori possono divertirsi a girare la città trovando i luoghi narrati nella prosa della raccolta. Gli autori sono Lorenzo Cavalli, Cristiano Chiusso, Andrea Curcione, Riccardo Dusi, Ivo Lombardo, Laura Massera, Giovanni Porpora, Roberto Ranieri, Federica Repetto, Simone Sambo, Irene Sollazzo, Serena Valentini. Curatore Marco Piamonte

Marco Piamonte: “Il racconto di Lorenzo Cavalli lo trovo particolare. Mi piace il suo uso delle immagini. Quando si siede sulla sabbia si assiste ad un cambio di tempo che apre i confini dell’onirico. Simone Sambo è tra i più aderenti allo spirito della raccolta. Il suo Aldo è venezianissimo. Laura Massera fa un giusto ritratto di Venezia.  Federica Repetto è precisa nelle varie citazioni e tratteggia Venezia in modo diretto. Andrea Curcione nel momento culminante del suo racconto è di una maestria disarmante. Irene Sollazzo affronta una Venezia non sempre descritta perché periferica. Giovanni Porpora tratteggia un universo di sentimenti nel cielo rosso sopra Venezia e la resa del dialogo sulla panchina è impagabile.   Cristiano Chiusso ci porta un po’ altrove, è Venezia all’ennesima. Riccardo Dusi offre gustosi siparietti ed indica una Venezia futuribile non augurabile. Ivo Lombardo è il più attuale di tutti. Roberto Ranieri, rocambolesco, uso dei tempi volutamente sfasati, ma tra il macello che accade e la caparbietà dell’anziano proiezionista, siamo a Venezia. Serena Valentini, divertente la vicenda dei topi e mitico il ritratto di Toffolo. Questi ed altri i motivi che mi han convinto a far pubblicare Raccontare Venezia 2”. 

Marco Piamonte, veneziano, nato nel 1969. Ha gestito in passato la libreria La Ginestra. Autore di vari libri di poesia: “Immagini (1979-1996)”, Supernova, 1999; “Note di sguardi”, Supernova, 2004; “Poesie in tavola”, Filippi Editore, 2011; “L’Albero Bianco”, Supernova, 2016; “Dolci diVersi”, Supernova, 2016.

 

“Schegge di R”: Giuliana, mia madre

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«L’unica figlia che ha dato il nome alla mamma», la definì con acutezza un amico di famiglia. Si presta a più letture “Schegge di R”, volume che Roberta Camerino dedica da un lato alla madre da poco scomparsa, la famosa stilista Roberta di Camerino al secolo Giuliana Coen Camerino, dall’altro – dichiaratamente – a sé stessa e al loro rapporto.

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In “Schegge di R”, edito da Marcianum Press e scritto assieme alla giornalista Federica Repetto, la vera Roberta ripercorre una vita dominata dalla forte presenza femminile e imprenditoriale che affiancò per 4 decenni nella gestione e nell’indirizzo dell’azienda veneziana.

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L’intimismo del libro contagia insospettabilmente il prefatore, Vittorio Sgarbi, che ricorda come il marchio fosse il preferito dalla madre e accenna alle persecuzioni che Giuliana Camerino subì con l’emanazione delle famigerate leggi razziali, a seguito delle quali fu costretta a rifugiarsi in Svizzera. Preziose sulla genesi del volume le considerazioni della critica di moda Luciana Boccardi che è intervenuta l’altro giorno all’Ateneo Veneto alla presentazione moderata da Don Roberto Donadoni di Marcianum Press e Agnese Lunardelli, Vice Presidente di Confidustria Venezia.

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Courtesy photo durante la presentazione del libro “Schegge di R” by Matteo Bertolin

In libreria “Schegge di R”

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Sono in molti ad aver scritto e parlato di Roberta di Camerino, dei suoi incredibili abiti, delle sue meravigliose mostre, delle sue fantastiche e colorate collezioni, delle sue passioni, dei suoi divertenti foulard, delle sue ombrelle e della celebérrima Bagonghi, ispirata ad un nano di circo e passata alle cronache mondane come la borsa della principessa Grace Kelly.

“Schegge di R” è invece un libro che spalanca un mondo fatto di straordinaria sincerità e sconvolgente chiarezza, parole forti che colpiscono il cuore, una confessione di fatti e sentimenti, la rievocazione di importanti persone ormai lontane ma solamente nel tempo. E’ la storia di una figlia d’arte, una delle creature che crescono all’ombra di un genitore famoso, di un personaggio che a Venezia e nel mondo è conosciuto come ”la figlia di Giuliana Camerino”.

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Roberta, a pochi anni dalla scomparsa della sua mamma, ha deciso di scrivere un libro di vita insieme alla penna affettuosa dell’amica Federica Repetto. Di Vittorio Sgarbi è invece l’introduzione: “Il volto sorridente di Roberta appariva sui rotocalchi come quello della signora dell’eleganza, ed era così popolare che era come vederlo in televisione. Ho la sensazione di averla sempre conosciuta, ma l’incontro reale avvenne alla fine degli anni Settanta: la sua immagine si fissò in me in quel momento in un’età inferiore alla mia di ora, e lì fermandosi senza mutamento. Oggi esce il libro di sua figlia e ci consegna un’immagine fedele e affettuosa di lei, impedendole di uscire dall’unico spazio e dall’unico tempo che le appartengono: quello della vitalità e della vita”. Di particolare interesse è anche il contributo di Luciana Boccardi, giornalista, critica di moda e scrittrice. “Non è facile per una veneziana come me parlare di una veneziana come Roberta, della quale tutti credono di sapere tutto perché appunto come ombra della madre è sempre stata alla ribalta senza che nessuno sapesse mai quali erano isuoi apporti reali all’azienda Roberta di Camerino dove ha lavorato accanto alla madre per trent’anni, quali fossero le sue specificità, mai valutate direttamente ma sempre in funzione di ciò che il mondo si aspetta dalla “figlia di Giuliana”, ovvero schegge di Giuliana che nel titolo diventano schegge di R”.

Centotrentasei pagine scorrevoli di profonde emozioni e che si concludono con una forte dichiarazione che arriva dal cuore. E’ una dedica di Roberta alla persona che le ha dato e accompagnato la Vita: “Questa era Giuliana. Una piccola parte di Giuliana. Giuliana la mia mamma non Giuliana detta Roberta di Camerino”.

La presentazione al pubblico di “Schegge di R”, casa editrice Marcianum Press, è per giovedì 10 novembre 2016, alle ore 18.30, all’Ateneo Veneto, a Venezia. Interverranno Matteo Zoppas, Presidente di Confindustria Venezia e Luciana Boccardi, giornalista. Moderatore Don Roberto Donadoni, Responsabile Editoriale Marcianum Press. Saranno presenti le autrici Roberta Camerino e Federica Repetto.

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Roberta Camerino. Cresciuta tra laboratori e macchine, è un’affermata imprenditrice, stilista e designer. Mamma e nonna, si è divertita a condividere i suoi ricordi di familia

Federica Repetto. Giornalista professionista, esperta in comunicazione, vive e lavora a Venezia. Si occupa in particolare di cultura e costume.

Collana: Il crogiolo ‐ Varie
Formato: 15×21, Pagine: 140, Prezzo: € 16,00, ISBN: 978‐88‐6512‐418‐5

Per informazioni: t. 06-6865846, ufficiostampa@edizionistudium.it ‐ www.marcianumpress.it

Courtesy photo durante la presentazione del libro “Schegge di R” by Matteo Bertolin

Natalie Portman illumina il Lido con “Jackie”

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Diretta dal cileno Pablo Larraìn, Natalie Portman ha definito il ruolo interpretato come “il più pericoloso della mia carriera”, per il confronto con un personaggio simbolo. Chiarisce la Portman: “Avevo paura del confronto con l’originale perché non sono un’imitatrice, ma un’attrice”. Ha fatto, a detta del regista, “uno splendido lavoro di interpretazione. Non ha mai cercato di copiare fisicamente la vera Jackie, ma di restituirla attraverso la sensibilità e l’immaginazione”. L’attrice rivela che “né i documenti personali né gli scritti né gli aneddoti su Jackie sono serviti realmente per entrare nel personaggio. Jackie era così sfaccettato! Era una moglie, una moglie tradita persino. Era una madre. Era un simbolo, Era qualcuno che aveva vissuto un trauma terribile. Avevo tutte queste chiavi di accesso che potevo utilizzare”.

Venezia 73: Jean-Paul Belmondo

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Jean Paul Belmondo: il Leone d’oro alla carriera del Festival di Venezia. “Provo un sentimento di grande felicità, sono molto onorato. Ricordo di esser venuto a Venezia una volta, quando ero giovane, per girare un film, e mi aspettavo di trovarci tutta Cinecittà: e invece no. Tornai a Parigi, e dopo poco mi arrivò la telefonata di Vittorio De Sica, che mi proponeva di girare La ciociara con Sophia Loren”.

Omaggio a Marcello Mastroianni

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La Mostra del Cinema di Venezia ricorda Marcello Mastroianni, a venti anni dalla sua scomparsa, con i restauri di due film interpretati dall’attore – “Break up” di Marco Ferreri e “Oci ciornie” di Nikita Michalkov. Ma con questa mia nota vorrei ricordare invece cosa diceva Mastroianni di Marco Ferreri. “Ho fatto sei film con Marco Ferreri; qualcuno ha segnato qualcosa di importante nel cinematografo. E’ un regista che lascia spazio agli attori, non gli sta addosso. Se capisce che l’attore ha un’ideuzza carina, gliela lascia fare, lo lascia sfogare. Conservo con Marco un rapporto che va oltre la passione. Per me ha una grande qualità: parla poco. Il mio rapporto con lui è fatto di lunghissimi silenzi, assolutamente riposanti. Ma ci si intende, in questi silenzi. Mi piace la sua visione del mondo, sempre proiettata molto più avanti di quella che in genere è la distanza dal proprio naso. E’ originale. Mi piace molto anche come amico; è affettuoso”.
Ed ora il suo commento su Michalkov. “… Sono tornato in Russia in pieno disgelo Gorbaciov, per girare “Oci Ciornie” con un gran regista russo: Michalkov. Un’altra esperienza importante, che mi ha ridato una carica d’entusiasmo per il mio lavoro. Durante le riprese comunicavamo in spagnolo, una lingua che Nikita aveva imparato da una tata spagnola emigrata in Russia durante il franchismo. Ha molto talento, Michalkov, ed è pieno di inventiva, quindi simpaticamente bugiardo: mi ricorda un po’ Fellini”.

Venezia Made in Veneto e Venice Movie Stars

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C’è attesa e fermento per il consueto Cocktail party organizzato da Venezia Made in Veneto in occasione della 73ema Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’evento, rigorosamente su invito, è per lunedì 5 settembre, alle ore 19.30, nelle serre della C.I.G.A. Hotels, la Compagnia Italiana dei Grandi Alberghi, e vedrà la partecipazione di 200 selezionati ospiti che appartengono ai settori della cultura, cinema ed imprenditoria. Gruppo Editoriale – con Venice Movie Stars,Vodka Diamond Ice e Franciacorta Unione di passioni – presenta il nuovo numero di Venezia Made in Veneto giunto al suo sesto anno di vita. Protagonista della copertina, come di consueto, la madrina della Mostra del Cinema di Venezia, che quest’anno ha il volto di Sonia Bergamasco. Nel momento clou del cinema italiano ed internazionale la rivista ha un occhio di riguardo per la Mostra del Cinema vissuta da noti fotografi che continuano a regalarci gli scatti più belli di questo imperdibile Festival. Per la sezione dedicata al fashion si segnalano i servizi dedicati a Louis Vuitton e all’universo di Chanel. Tra art, design & culture di particolare interesse sono gli articoli che parlano del mito di Coco Chanel, Peggy Guggenheim ed il nuovo Fondaco dei Tedeschi. Attenzione viene data al mondo della nautica grazie al Venice Hospitality Challenge. Da non perdere il food & wine tra Bacari on the road ed i cocktail più cool dei divi di Hollywood ma soprattutto gli affascinanti itinerari dedicati a San Marco, Torcello e di una particolare, insolita ed inedita Venezia dall’alto.

El ciudadano ilustre di Mariano Cohn, Gastón Duprat

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Così commentano Mariano Cohn e Gastón Duprat, i registi di El ciudadano ilustre. “El Ciudadano Ilustre affronta diversi temi contemporanei. Uno di questi è il rifiuto del punto di vista esterno e critico che il protagonista, uno scrittore che ha vissuto all’estero per decenni, rappresenta per i suoi conterranei e per la loro posizione nazionalistica. Per questo scrittore cosmopolita lo stile di vita tranquillo e l’esaltazione degli usi locali propri del suo paese natale sottintendono una società che rifiuta ogni idea di progresso. A tale conflitto si aggiunge quella sorta di ferita aperta nell’orgoglio dell’Argentina, paese di grandi scrittori che però non hanno mai vinto il Premio Nobel per la letteratura. Il film salda il debito per mezzo del protagonista Mantovani, che ottiene il premio che fu per anni negato a Jorge Luis Borges”.

Hacksaw Ridge di Mel Gibson

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“Quando ho sentito la storia di Desmond Doss, il primo obiettore di coscienza a meritare la Medaglia d’Onore del Congresso, sono rimasto sbalordito dall’entità del suo sacrificio. Ecco un uomo che nel modo più puro e altruistico, ha, quasi d’istinto, messo ripetutamente a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi fratelli. Desmond è una persona assolutamente comune che ha fatto cose straordinarie. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando i giovani correvano sotto le armi, Desmond si trovò di fronte a una scelta difficile: anche lui desiderava arruolarsi, ma la violenza si scontrava con i suoi ideali morali e religiosi; rifiutava, infatti, il benché minimo contatto con un’arma. Per questo rifiuto di vacillare nelle proprie convinzioni subì una dura persecuzione, per poi entrare in quell’inferno di guerra provvisto soltanto dell’arma della sua fede, ed emergerne infine come uno dei più grandi eroi di ogni tempo. In uno scenario cinematografico traboccante di “supereroi” inventati ho pensato che fosse ora di celebrarne uno vero. Andrew Garfield ha saputo incrarnare profondamente il personaggio e catturare l’essenza di Desmond Doss. Anche gli altri attori e l’intera troupe hanno dato il massimo. Sono grato a tutti per il loro contributo. È stato un privilegio e un onore raccontare questa storia”. Questo il commento di Mel Gibson che alla Mostra del Cinema di Venezia è presente con il film Fuori Concorso “Hacksaw Ridge”.

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