Venice News, breaking stories

Capodanno a Venezia

Festa del Redentore 2010

Anche quest’anno il Capodanno di Venezia è White Venice: un grande spettacolo, una notte di musica, fatta di animazione e coreografie per trascorrere le ultime ore dell’anno che se ne va ed accogliere un 2014 tutto da scrivere. In attesa degli spettacolari fuochi d’artificio nel Bacino di San Marco, a partire dalle 22:30, la Piazza si veste di cristallo grazie ad un elegante palcoscenico tutto bianco con al centro una particolare illuminazione che crea effetti luminosi simili ad una grande stella di ghiaccio. A traghettarci nel Paese delle Meraviglie del nuovo anno ci penserà la Coniglietta bianca, Micol Ronchi, Miss White Rabbit, mentre a scaldarci l’anima saranno i brani soul di Alessia e Giorgia Lucchetti accompagnate dal sound dei Natural Grove, la White Band che, attraverso un repertorio che va dai Bruno Mars fino a Micheal Jackson, colorerà di mille sfumature questa meravigliosa notte veneziana. La festa proseguirà con una emozionante danza sospesa sul palcoscenico ed il brindisi con l’immancabile Bellini. L’arrivo del Nuovo Anno sarà invece festeggiato con lo spettacolo pirotecnico, in Bacino di San Marco, e la musica di Mister White, Dj Maci!

Programma
ore 22:30 Lo show ha inizio con la musica della Natural Grove Band…. Conduce Miss White Rabbit: Micol Ronchi
ore 23.15 Brindisi per tutti con Bellini Canella
ore 0:00 Countdown di benvenuto al 2014
ore 0:15 Spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco
ore 0:30 Dj-set con Mister White Dj Maci

Barbera: i Festival segnano il passo

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Sostengono alcuni che “la storia corre, il cinema cammina, i festival segnano il passo”. La sintesi, crudele, riassume una certa insofferenza diffusa nei confronti del cinema contemporaneo e di quelli che, fino a poco tempo, erano giudicati appuntamenti irrinunciabili per promuovere i nuovi film e fare la conoscenza dei nuovi autori. Ci sono sfumature maggiori nell’annotazione di Paul Schrader, secondo il quale “è un mondo che cambia. I festival sono nello stesso tempo più e meno potenti di un tempo. Lo sono di più, perché si presentano come i nuovi curatori di musei e gallerie. Di meno, perché i nuovi canali di distribuzione diretta indeboliscono l’esclusività della partecipazione festivaliera”. Chi non si fa troppi problemi è invece il pubblico, presenza fedele e costante in migliaia di festival grandi e piccoli che continuano a sbocciare qui e là, spesso rimpiazzando eventi giunti a conclusione del proprio ciclo vitale.
C’è una punta di orgoglio, invece, nel dire che questa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica fornisce – se non delle risposte – almeno qualche indicazione sul perché i festival siano ancora necessari e di come possano adeguarsi alla mutata situazione in cui si trovano ad operare. Nel compilare la playlist dei titoli proposti quest’anno, si è cercato di tener conto della crescente frammentazione e schizofrenia che sembra caratterizzare l’universo delle immagini in movimento, sempre più contrapposte per modalità produttive, incoerenza dei modelli spettacolari di riferimento, esplorazioni delle nuove potenzialità offerte dalle tecnologie digitali, aperte alla sperimentazione delle inedite piattaforme distributive e promozionali. Ma anche segnate dalle complicazioni economiche, dalla riduzione di risorse finanziare che un tempo sembravano pressoché illimitate, dalle inedite strategie di promozione e dalle difficoltà di ‘bucare’ l’opaca resistenza del mondo della comunicazione.
Le quattro sezioni in cui si articola il festival – Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Venezia Classici – propongono un’istantanea della situazione del cinema contemporaneo, volutamente stratificata e non omogenea.
Ci sono gli autori affermati dai quali non sarebbe né giusto né logico prescindere, in quanto rappresentano la ragione della nostra passione per il cinema e la certezza della sua continuità.
Ci sono gli esordienti e i registi in cerca di quella auspicata consacrazione, cui il festival può contribuire, in maniera talvolta decisiva, grazie al prestigio e all’autorevolezza della sua selezione.
Ci sono i cosiddetti film di genere, nei confronti dei quali non esiste alcuna forma di prevenzione, ma che non sempre è facile collocare all’interno del palinsesto di un grande festival.
Ci sono i documentari, che acquistano progressivamente maggior peso nella programmazione veneziana, al punto che ben due figurano nel Concorso di Venezia 70. Una “prima volta”, che prende atto non soltanto della qualità di queste opere ma del progressivo sconfinamento operato nel cinema moderno fra il cosiddetto cinema di finzione e quello di documentazione, nel segno di una riconosciuta identità facente capo a comuni processi di creazione. Segno, tra l’altro, di un arricchimento estetico e linguistico di cui tutti sembrano giovarsi.
Ci sono i film restaurati e i documentari sul cinema che segnalano il peso crescente dell’investimento (in tutti i sensi: culturale, estetico, emotivo, distributivo) sul patrimonio immenso rappresentato dal’eredità del cinema del passato, che torna in circolazione per alimentare la conoscenza dei giovani spettatori, favorire la vocazione di nuovi registi e accrescerne il bagaglio formativo con riferimenti culturali e linguistici dai quali sarebbe deleterio prescindere.
Ci sono i cortometraggi, palestra preziosa degli autori di domani, ai quali da sempre la Mostra conferisce medesima dignità artistica dei feature film, non confinandoli in una “riserva” ma inserendoli a pieno titoli nel programma della sezione Orizzonti.
C’è, ancora, il Mercato del Film, che si presenta rafforzato e accresciuto nei servizi e negli spazi messi a disposizione degli operatori commerciali, dopo la lusinghiera accoglienza riservata alla sua prima edizione lo scorso anno.
C’è, infine, la conferma della Sala Web, dopo la sperimentazione avviata lo scorso anno, che offre alla platea virtuale del web la possibilità di vedere in streaming i film della sezione Orizzonti in contemporanea con la presentazione ufficiale al Lido.
Non mancano tuttavia le novità. La prima è rappresentata dai tre lungometraggi realizzati nell’ambito di Biennale College Cinema, il progetto di sostegno, sviluppo e finanziamento di opere prime lanciato lo scorso anno, che vede concludersi in maniera concreta e positiva la sua edizione inaugurale, in attesa di conoscere i nomi dei dodici autori selezionati per la seconda edizione il cui annuncio verrà dato nel corso della Mostra stessa.
La seconda è il progetto speciale Final Cut in Venice, che si propone di sostenere economicamente la post-produzione di quattro film africani appositamente selezionati nel corso di un workshop che si terrà nell’ambito del Mercato del Film e destinato a un pubblico di produttori, buyers, distributori e programmatori di festival internazionali, per favorire possibili partnership di coproduzione e accesso al mercato distributivo.
La Mostra taglia, per la prima volta nella storia della Settima Arte, il traguardo della settantesima edizione. L’anniversario sarà celebrato in modo originale, grazie al contributo di settanta autori da tutto il mondo che hanno accolto il nostro invito a realizzare un micro-film di durata compresa fra i 60 e i 90 secondi. Oltre che liberamente consultabili in streaming sull’apposito sito realizzato dalla Biennale di Venezia, insieme con quaranta frammenti di cinegiornali storici selezionati e restaurati dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce, saranno tutti proiettati al festival.
Il passato e il futuro del cinema si danno così idealmente la mano, in un’edizione della Mostra che guarda in avanti, con la certezza che la sua funzione è tutt’altro che esaurita.

Alberto Barbera
Direttore

Credits foto Asac

Eva Riccobono madrina della 70. Mostra del Cinema

L’attrice Eva Riccobono sarà la madrina delle serate di apertura e di chiusura della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Aprirà lEva Riccobono Credits La Biennale di Venezia ©2013a 70. Mostra nella serata di mercoledì 28 agosto, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido), in occasione della cerimonia di inaugurazione, seguita dalla proiezione in 3D del film di apertura (fuori Concorso) Gravity, diretto da Alfonso Cuarón e interpretato da Sandra Bullock e George Clooney, una produzione Warner Bros. Pictures. Il 7 settembre l’attrice condurrà la cerimonia di chiusura, durante la quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

Eva Riccobono foto credits La Biennale di Venezia

Leone d’oro alla carriera a William Friedkin

La 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia, si terrà al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2013. Il Leone d’oro alla carriera è quest’anno attribuito al regista statunitense William Friedkin. “Venezia – ha dichiarato Friedkin – specialmente durante la Mostra è una casa spirituale per me”. “Il Leone d’oro alla carriera – prosegue – è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”. Il regista riceverà il riconoscimento il 29 agosto, prima della presentazione del restauro de “Il salario della paura” (Sorcerer, 1977), appositamente realizzato dalla Warner Bros.

William Friedkin foto credits La Biennale di Venezia

L’Otello nel cortile di Palazzo Ducale

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L’opera lirica torna in scena, dopo 43 anni, nel cortile di Palazzo Ducale grazie a La Fenice con un nuovo allestimento di Otello di Verdi, proposto nel bicentenario della nascita del compositore come evento del festival estivo «Lo spirito della musica di Venezia».

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L’opera è affidata al direttore Myung-Whun Chung che dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, nel cast il tenore Gregory Kunde interpreta Otello (che gli è valso in novembre il Premio Abbiati 2012), il soprano Carmela Remigio quello di Desdemona, il baritono Lucio Gallo quello di Jago. Regia di Francesco Micheli.

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Il regista Emir Kusturica realizzerà invece un film in 3D tratto dall’evento. Repliche il 14 e 17 luglio. Biglietti da 110 a 515 euro.

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Festa dell’organo Ahrend di San Salvador

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Quattro anni or sono la parrocchia di San Salvador inaugurava l’organo Ahrend, costruito in stile veneto-rinascimentale e collocato nella cassa e cantoria originali del Cinquecento. Da allora e fino ad oggi l’uso quotidiano dello strumento, ha prestato un eccellente servizio liturgico di alto valore culturale, valorizzando la letteratura organistica dei compositori veneziani dell’era rinascimentale.

Jean Jaquenod

In occasione dell’ottantesimo compleanno di Jean Jaquenod, organista titolare a San Salvador, del settantesimo di Robert Wilson Stieg, del sessantesimo di Liuwe Tamminga e del cinquantesimo di Andrea Marcon, la parrocchia di San Salvador ha proposto alla Città di Venezia La Festa dell’organo Ahrend, lunedì 20 maggio, nella splendida chiesa di San Salvador. L’iniziativa è nata in collaborazione con Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e ha i patrocini di Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Fondazione Studium Generale Marcianum, Fondazione Ugo e Olga Levi, Unione Cattolica Stampa Italiana Provincia di Venezia, event partner VeryVenice, media partner Federica Repetto.

Pubblico

Il convenire, attorno al collega e amico, di organisti di fama internazionale insieme a strumentisti e cantori ha dato luogo ad una sorta di eccezionale “Jam Session” di musica sacra a Venezia: un evento davvero unico nel luogo sacro più rappresentativo del Rinascimento a Venezia.

Nel corso della giornata (dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30) l’organo Ahrend a San Salvador è stato messo a disposizione di organisti, coordinati da Andrea Marcon, per lo svolgimento di concerti di musica sacra.
Hanno aderito all’iniziativa: Jean Jaquenod (organista titolare) con Roberto Spremulli (Rovigo), Lorenzo Ghielmi (Milano – Basilea), Andrea Marcon (Treviso – Basilea) con Paolo da Col & Ensemble Odhecaton, Marco Ruggeri (Cremona)
Nicolò Sari (Venezia), Luca Scandali (Perugia), Christopher Stembridge (Innsbruck), Liuwe Tamminga (Bologna).

Lorenzo Ghielmi e Andrea Marcon

La giornata si è conclusa con la messa vespertina di ringraziamento (Massimo Bisson, organista assistente). L’evento ha, tra l’altro, incluso la presentazione del primo CD registrato all’organo Ahrend da Jean Jaquenod con la partecipazione di Roberto Spremulli lo scorso gennaio.

Claudio Scimone e il progetto Mozart della Fenice

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Venerdì 26 aprile 2013, alle ore 20.00, turno S della stagione sinfonica 2012/13, con replica domenica, 28 alle 17.00 (turno U), l’Orchestra del Teatro La Fenice aprirà il Progetto Mozart dedicato alla trilogia operistica su libretto di Da Ponte e alle ultime composizioni sinfoniche viennesi, con un concerto diretto da Claudio Scimone al Teatro Malibran. In programma la Sinfonia n. 38 in re maggiore KV 504 Praga – così soprannominata in omaggio alla città boema che dopo aver acclamato Le nozze di Figaro avrebbe promosso e ospitato la creazione di Don Giovanni –, il Concerto per fagottoe orchestra in si bemolle maggiore KV 191 e, nella seconda parte, la Sinfonia n. 35 in re maggiore KV 385 Haffner, prima delle sinfonie del periodo viennese.

Per ulteriori informazioni www.teatrolafenice.org

Tiziano e Manet a Venezia

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Un’esplosione di sensualità femminile. Straordinaria presenza, alla mostra “Manet. Ritorno a Venezia”, della Venere di Urbino di Tiziano accanto all’Olympia di Manet che lascia la Francia per la prima volta. Un impareggiabile confronto tra modernità, l’arte eterna di Tiziano e quella rivoluzionaria di Manet, quest’ultimo portavoce dell’antiaccademismo, capace di sfidare le convinzioni e i moralismi del tempo – ma anche come Tiziano – di dare nuovo senso al colore e alla luce in pittura.

Per ulteriori informazioni http://www.mostramanet.it